#pzsmart: 3 giorni, a Potenza, su smart cities e smart communities

Il contributo che vorrei dare al dibattito che si sta costruendo in questi giorni a Potenza sul tema Smart Cities e Smart Communities è ispirato dalle esigenze dei miei due bambini: quasi 2 anni e 5 anni.
  • prima domanda: “papà perché non usciamo mai a piedi?”
  • seconda domanda: “papà perché hai lasciato la spazzatura fuori dal bidone?”
  • terza domanda: “ma l’anno prossimo, quando andrò in prima elementare, posso portare pure il tablet?”
sono esigenze e curuisità che stimolano la fantasia ma soprattutto la voglia di costruire un mondo migliore.
Le mie più che proposte per la città di Potenza (come hanno chiesto gli organizzatori di “potenza smart”) sono semplici osservazioni:
  1. avete mai provato a muovervi con un passeggino tra le strade della città? ho due bambini e quando la situazione metereologica è clemente mi piace lasciare l’auto energivora in garage e uscire a piedi con loro. per farlo, per sentire addosso la città, per godere dei profumi di sugo che escono dalle case, per guardare in faccia i miei concittadini e ritrovare un legame anche prossemico, purtroppo, e dico purtroppo, devo legare alla fronte una fascia alla rambo, e iniziare una pazzesca e pericolosissima gimcana. provateci voi a raggiungere la villa di Santa Maria da Parco Aurora! basterebbero qualche marciapiede alto meno di 30 centimetri e magari qualche rampa in più, piste per i pedoni e una mappa (digitale, interfacciata con foursquare per creare, magari, anche qualche bel gioco a punti) per chi a piedi vuole andare in ogni luogo senza rischiare la vita. una città intelligente è anche una città che si fa vivere, che non ha paura di essere “calpestata”, che chiude le auto nei garage 😉
  2. al di là dei problemi legati al conferimento ed alla difficoltà di avviare una vera raccolta differenziata, perché nel frattempo non proviamo a capire se è possibile produrre meno rifiuti? produrre meno, puntare alla decrescita nella produzione di scarti, riusare, immaginare anche un impiego creativo di quello che buttiamo. poi, per essere davvero intelligenti, potremmo tracciare (non so, magari con dei microchip) la vita di un rifiuto dal momento in cui viene gettato in pattumiera. scopriremmo che il suo è un viaggio interessante e utile per comunicare ai nostri figli, ed a noi stessi, che un mondo diverso è possibile partendo dai piccoli gesti quotidiani 😉
  3. mi fa davvero tenerezza vedere i bambini uscire dai portoni delle scuole con “zaini a strascico”. pesi ingestibili per bambini che a malapena pesano 15/20 chili. possiamo avviare un percorso sperimentale per l’utilizzo di inchiostro digitale (kindle) a scuola? magari una classe per istituto. magari ci accorgiamo che i nostri bambini apprendono lo stesso, senza la necessità di tagliare alberi per stampare libri, e soprattutto senza rischiare la schiena 😉

ultima osservazione: riusciamo a gestire una banca del tempo? una città intelligente dovrebbe, secondo me, fare leva sulla solidarietà e sulla filosofia del dono, e regalare tempo mi sembra una cosa davvero intelligente 😉

ah, dimenticavo: vi offro la mappa delle interazioni della prima serata intorno a #pzsmart, spero possa essere utile al dibattito ed a consegnare all’intelligenza collettiva una piccola sinapsi in più.